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La storia della Piramide alimentare Torna alla pagina precedente

La Piramide come strumento di semplificazione

Le raccomandazioni nutrizionali sono state divulgate per lungo tempo attraverso guide e opuscoli informativi spesso di non immediata fruibilità da parte dei cittadini. Fin da subito si è presentata l’esigenza di semplificazione dei concetti, attraverso immediate e facili indicazioni. Per esempio diventa utile segnalare quali alimenti consumare con maggiore frequenza (perché fonte di nutrienti preziosi e apportatori di minori fattori di rischio) e quali invece consumare con maggiore parsimonia.

La Piramide alimentare è stata una risposta a questa esigenza e non è un caso se la sua origine abbia inizio negli Stati Uniti d’America, ovvero nel Paese in cui le abitudini alimentari hanno negli ultimi decenni assunto aspetti di rischio documentato attraverso malanni quali, obesità, diabete, ipertensione, danni cardiovascolari e tumori.
La Piramide alimentare si è posta fin dall’inizio l’obiettivo di riassumere e semplificare le informazioni e le linee guida per un’alimentazione più corretta, orientando nello specifico i consumi in modo favorevole dal punto di vista della prevenzione cardiovascolare.

La prima versione, qui raffigurata, risale al 1992 ed è composta da sei sezioni di immediata “lettura”.





La Piramide come riferimento internazionale

Dopo oltre un decennio dalla sua prima proposizione, la piramide è stata adottata come sistema “semplice” di informazione alimentare in molti Paesi.
Le Piramidi che sono susseguite sono state integrate da necessari adattamenti.

La Piramide nel modello mediterraneo

Un primo adattamento è stato l’inserimento del concetto di Razione Mediterranea, dato che il modello alimentare mediterraneo, soprattutto negli Stati Uniti aveva assunto credibilità e forte consenso popolare.


Ricordiamo che la razione mediterranea è un modello nutrizionale ispirato agli stili alimentari tradizionali dei paesi del bacino del Mar Mediterraneo, in particolare Italia meridionale, Grecia e Spagna. Questi modelli hanno in comune un elevato consumo di frutta e verdura, pane, cereali, olio di oliva e pesce, oltre che del vino, in quantità moderate. La prima sua formalizzazione si deve al fisiologo americano Ancel Keys che condusse uno studio epidemiologico denominato Seven Countries Study, e negli anni ´70 pubblicò il libro "Eat well and stay well, the Mediterranean way”. Keys osservò che lo stile di consumo alimentare mediterraneo (sintetizzato nella seguente tabella) corrispondeva ad una minore incidenza di malanni dismetabolici e malattie cardiovascolari e attribuì questa evidenza al particolare e naturale equilibrio nutrizionale delle tradizioni alimentari: non solo prodotti, ma anche ricette e modalità di assemblaggio dei pasti.


Tratti salienti delle abitudini alimentari e dei protocolli nutrizionali di tipo mediterraneo

- La rilevanza nella razione quotidiana dei cereali (frumento, mais, riso) e dei loro prodotti di prima (farine) e seconda trasformazione (pane, pasta).
- La presenza nella dieta di consistenti quantità di proteine di origine vegetale, derivate dagli stessi cereali e dalle leguminose.
- L’abbondanza nella razione di ortaggi a foglia e di frutta ed il conseguente apporto abbondante di fibra, vitamine e sali minerali.
- L’origine prevalentemente vegetale della frazione lipidica e l’impiego generalizzato, come condimento, dell’olio di oliva, con il conseguente rilevante apporto di acidi grassi mono e polinsaturi.
- Il sapiente utilizzo delle erbe aromatiche come insapidenti delle formulazioni.
- La modesta, ma qualitativamente determinante, presenza di latticini, uova, pesci e carni (soprattutto ovine e suine).
- Il ruolo energizzante e non solo simbolico esercitato dalle bevande fermentate e soprattutto dal vino.
- La formulazione di dolci-pasto, a forte impatto energetico ma di composizione nutritiva abbastanza variata, di consumo comunque assolutamente limitato e rituale.
- L’abbinamento degli alimenti secondo moduli variati e fantasiosi, comunque sempre completi dal punto di vista nutrizionale (cereali e legumi, cereali e condimenti lipidici, cereali ed alimenti di origine animale, carni o pesci con ortaggi).
- La fruizione dei pasti secondo precise regole di periodicizzazione quotidiana (colazione leggera, spuntini, pranzo austero, cena più abbondante) e di occasionalità (cibo festivo e cibo feriale).
- La centralità dei protocolli basati sui piatti unici, ovvero la miscelazione degli alimenti in razioni ad equilibrata densità nutritiva

Nella piramide mediterranea gli alimenti da consumare sono:

- tutti i giorni: cereali, frutta, verdura, legumi, noci, olio di oliva, formaggi e latticini.
- poche volte alla settimana: pesce, pollame, uova, dolci.
- poche volte al mese o un po’ più spesso, ma in piccole dosi: carne rossa (bovina, ovina, suina, ed equina, fresca o conservata).

La piramide mediterranea inoltre raccomanda di svolgere attività fisica tutti i giorni e di consumare un po´ di vino, ma con moderazione.



L´evoluzione della Piramide

Gli adeguamenti successivi della Piramide alimentare si sono orientati verso la creazione di modelli sempre meno standard e rigidi che tenessero conto dello stile di vita delle popolazioni e delle tradizioni alimentari dei singoli paesi.
La prima consistente revisione riguardò nello specifico l’associazione tra scelte alimentari e svolgimento di attività fisica quotidiana. L’importanza dell’attività fisica è oggi ribadita in ogni modello di Piramide alimentare, in risposta ad un crescente aumento di sedentarietà e di malattie connesse.





La risposta italiana alla crescente diffusione della Piramide alimentare fu l’elaborazione nel 2005 della Piramide Alimentare Italiana, uno strumento utile e adattato alle abitudini alimentari del nostro paese e alla nostra tradizione culinaria vedi La Piramide Alimentare Italiana



Riferimenti

1) Istituto Scienza dell’Alimentazione, Università La Sapienza, Roma, Piramide alimentare italiana, http://www.piramidealimentare.it/

©2008 COOP.Documento realizzato sotto la supervisione di Marco Riva, Università di Scienze Gastronomiche di Bra/Pollenzo (CN). La riproduzione di questo documento è permessa per usi educativi. La riproduzione per impieghi commerciali non è autorizzata.



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