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LA PIRAMIDE ALIMENTARE ITALIANA Torna alla pagina precedente

La Piramide Alimentare nel modello italiano

L’interesse verso l’uso del concetto di piramide per diffondere raccomandazioni alimentari semplicemente fruibili è stato recepito anche nel nostro Paese. Tuttavia nonostante la Piramide fosse stata introdotta da diversi anni, solo di recente ne è stata formulata una versione ufficiale ad hoc per il modello italiano. Il motivo che ha spinto alla creazione di un adattamento della Piramide al sistema nazionale, si basa sul fatto che la Piramide “americana” conservasse in sé alcuni limiti e caratteri troppo generici. La piramide alimentare USDA è basata sull’evidenza che l’alimentazione americana favorisce l’insorgenza di malattie croniche, senza alcun riferimento all’esperienza di un modello alimentare fortemente legato alla tradizione culinaria.

Il compito del gruppo di esperti nominato dal Ministero della Salute Italiano nel 2003, è stato quello di elaborare un modello di dieta di riferimento, attraverso lo strumento della Piramide, che fosse coerente con lo stile di vita attuale e con la tradizione alimentare del nostro Paese. Una nazione fortemente radicata alle proprie abitudini e culture gastronomiche regionali non poteva che riconsiderare il modello standard della Piramide, adattandolo ad esigenze culturali e storiche non discutibili.

La Piramide alimentare italiana è stata proposta a partire dal 2005 con l’obiettivo comune di orientare la popolazione verso comportamenti alimentari più salutari. Di recente, il modello alimentare italiano, fortemente riconducibile a quello mediterraneo, è stato “sostituito” da un modello sempre più “continentale” caratterizzato da un incremento di proteine animali e grassi saturi e la stessa dieta mediterranea, ricca di cereali, è stata messa in discussione.




La Piramide alimentare italiana si articola in 6 piani in cui sono disposti in modo scalare i vari gruppi di alimenti con colori diversi per sottolineare che ciascuno è caratterizzato da un differente contenuto di nutrienti e richiede differenti frequenze di consumo. All’interno dello stesso gruppo è importante variare allo scopo di ottenere un’alimentazione completa.

Alla base della piramide si trovano gli alimenti di origine vegetale che sono caratteristici della “dieta mediterranea” per la loro abbondanza in nutrienti non energetici (vitamine, sali minerali, acqua) e di composti protettivi (fibra e sostanze fitochimiche protettive).
Salendo di un piano all’altro si trovano gli alimenti a maggiore densità energetica e pertanto da consumare in minore quantità, al fine di ridurre il sovrappeso, prevenire l’obesità e le patologie metaboliche.
Rispetto alla versione “americana” la piramide italiana presenta qualche sensibile differenza: il ruolo di frutta ed ortaggi è enfatizzato e posto alla base della piramide, facendo scivolare più in su il gruppo dei cereali. Per questi, minore enfasi è posta al consumo di cereali “integrali”, tenendo conto che viene preferito (anche per ragioni di tradizione culinaria) affidare ad ortaggi e frutta il ruolo di sorgente di fibra dietetica.
Oli e grassi occupano una posizione centrale, e risultano meno “criminalizzati” che nella corrispondente versione americana: si tiene conto di un profilo nazionale di consumo che privilegia ampiamente l’impiego dell’olio di oliva a scapito dei grassi saturi e di conseguenza si avverte meno l’esigenza di indicare restrizioni di consumo.
La restrizione verso il consumo eccessivo di dolciumi e “calorie vuote” è ribadito: questo gruppo di alimenti è al vertice della piramide, con una indicazione di consumo che è di una porzione al giorno.

La novità di questo modello di Piramide, di riferimento per la popolazione italiana, si basa su un nuovo concetto, quello di Quantità Benessere (QB).


Cosa si intende per Quantità Benessere?

La Quantità Benessere rappresenta la porzione standard in grammi di alimento da considerare come unità di misura per una corretta alimentazione. Essa deve rispondere alle esigenze edonistiche del consumatore, in termini di quantità e qualità, ma contemporaneamente deve poter essere associata adeguatamente a comporre un puzzle quotidiano e/o settimanale nutrizionalmente equilibrato.
La definizione di Quantità Benessere permette di non fare esasperati calcoli calorici, ma di imparare ad associare e scegliere nella settimana porzioni numericamente corrette di alimento; si può pensare ad esprimere le Quantità Benessere come tessere facenti parte di un puzzle costituito da cubi sovrapposti a formare una piramide che comprende tutti i gruppi di alimenti (vedi piramide). Ciascun cubo dovrà essere riempito in modo tale da ottenere in totale un apporto settimanale di circa 14000 Kcal (corrispondenti ad un apporto giornaliero di circa 2000 Kcal), con una corretta distribuzione dei nutrienti.
Il concetto di Quantità Benessere non si riferisce esclusivamente all’apporto energetico e di nutrienti sottoforma di cibo, ma anche alla spesa energetica, cioè alle calorie consumate durante l’attività fisica. Le QB di cibo e di movimento, se opportunamente adattate alle esigenze del singolo individuo, consentono di orientare lo stile di vita verso un equilibrio tra consumo alimentare e spesa energetica.


Alimentazione e attività fisica nel modello italiano

Nelle più recenti “edizioni” delle piramidi, ed anche dunque in quella italiana, particolare enfasi è posta al richiamo ad una attività fisica costante e frequente. Il riferimento di base nasce dalla constatazione che lo stile di vita delle società occidentali è caratterizzato da un progressivo aumento della sedentarietà. La riduzione dell’attività fisica e dunque del corrispettivo dispendio energetico fa sì che le esigenze energetiche quotidiane si riducono, sempre di più, al solo metabolismo basale, mentre i consumi alimentari restano quasi invariati come quantità.
Proprio per questo è stato ritenuto utile associare alla Piramide alimentare italiana una piramide specifica riferita al movimento giornaliero necessario per mantenersi in equilibrio. La Piramide dell’attività fisica pone alla base la più semplice delle proprie attività, la passeggiata, quantificabile in almeno 30 minuti ogni giorno.



La Quantità Benessere consigliata di attività motoria o sportiva è uguale a 15 minuti e la raccomandazione quotidiana è di 2 QB. Alla base della piramide sono indicati i consigli per combattere la sedentarietà (passeggiata). Ai successivi piani sono indicate attività fisiche più impegnative e che richiedono un minor tempo di esecuzione e/o una minore frequenza nella settimana.
Ma che differenza c’è tra attività sportiva e attività motoria?
L’attività sportiva, in genere, richiede strutture, organizzazione e coordinamento dei movimenti, mentre l’attività motoria consiste nell’usare i propri muscoli per le attività quotidiane, come il camminare e fare le scale. E’ importante ricordare che l’attività sportiva non sostituisce l’attività motoria e che entrambe vanno praticate con regolarità per il nostro benessere.

Consideriamo le raccomandazioni complete inerenti l’attività motoria:



FREQUENZA ATTIVITA´ TEMPO Quantità
Benessere
settimanale
Ogni giorno Camminare a buon ritmo per 30 minuti, corrispondenti a circa 10000 passi è pari a 2 QB e permette di consumare mediamente circa 150 kcal al giorno, fino a 1000 kcal a settimana. Oltre alla passeggiata, è opportuno adottare uno stile di vita più attivo seguendo alcuni piccoli accorgimenti quali limitare l’uso dell’automobile, fare le scale a piedi, scendere dall’autobus una o due fermate prima della destinazione,…. 30 minuti x 7 giorni 14
2 - 3 volte alla settimana Un’ora di ginnastica, nuoto, ballo e, pallavolo o pallacanestro è pari a 6 QB. 1 ora x 2 volte alla settimana 12
oppure oppure oppure oppure
3 - 4 volte alla settimana Per chi pratica un’attività sportiva regolare come tennis, ginnastica, jogging, attività a discreto dispendio energetico, la frequenza consigliata sale a 3-4 volte a settimana. Praticare uno di questi sport per 45 minuti corrisponde a 3-4 QB. 45 minuti x 3 volte alla settimana 12
1 - 2 volte alla settimana Per chi è allenato ed ha difficoltà a svolgere un’attività sportiva frequentemente, può trarre beneficio dal praticare un esercizio un po’ più sostenuto 1 o 2 volte a settimana. Sport come ginnastica aerobica, tennis, calcio, corsa praticati per un’ora, corrispondono a 9 QB. 1 ora x 1 volta alla settimana 9



Lo stile di vita settimanale

L’esigenza di associare ai consumi alimentari un adeguato supporto di attività fisica e di individuare una giusta distribuzione delle categorie merceologiche, ha portato alla creazione di una piramide integrale, relativa allo stile di vita settimanale.
In questa versione, il piano di base è sempre composto da frutta ed ortaggi, al secondo piano (cereali) troviamo una migliore evidenza della prevalenza da dare a pane, riso e pasta rispetto a biscotti e patate; il terzo livello è occupato dagli alimenti che sono fonte proteica privilegiata (carni in maggiore quantità e uova, legumi, pesce e salumi); al quarto livello incontriamo latte e formaggi insieme ai condimenti (olio di oliva soprattutto); infine all’ultimo livello troviamo, a parità di consumo prudente raccomandato, sia i dolciumi che le bevande alcoliche.




Approfondimenti

Sul sito www.piramideitaliana.it sono riportate informazioni sul valore nutritivo dei singoli alimenti, brevi cenni storici e curiosità. Inoltre, attraverso il gioco della piramide dello stile di vita chiunque può imparare facilmente a conteggiare le porzioni di cibo assunte durante la giornata e il tempo dedicato all’attività fisica per verificare il proprio stile di vita settimanale.



Riferimenti

1) Istituto Scienza dell’Alimentazione, Università La Sapienza, Roma, Piramide alimentare italiana, http://www.piramidealimentare.it/

©2008 COOP.Documento realizzato sotto la supervisione di Marco Riva, Università di Scienze Gastronomiche di Bra/Pollenzo (CN). La riproduzione di questo documento è permessa per usi educativi. La riproduzione per impieghi commerciali non è autorizzata.



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